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[curiosità] I tombini delle città, diventano appartamenti


By on 5-19-2016 in Arredamento, News e curiosità

Chi avrebbe mai potuto immaginare che un tombino, se adeguatamente dipinto, fosse in grado di diventare un appartamento? No, non si tratta dell’ultima tendenza del mercato immobiliare, ma semplicemente del risultato dell’applicazione di un particolare tipo di street art nei contesti urbani. Il tutto avviene, in particolare, all’interno di alcuni tombini in Lombardia, a sud di Milano, in aree dismesse tra il capoluogo meneghino e Lodi.

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Non appartamenti comuni, ma tombini dotati di bagno, soggiorno e cucina: tutti i comfort che si potrebbero desiderare. Un progetto strano e che ha dell’incredibile, ma che è molto concreto: l’iniziativa si chiama Borderlife, ed è stata ideata e messa a punto da Biancoshock, uno street artist molto conosciuto nell’ambiente. Lo spunto di partenza è fulminante e perfetto nella sua semplicità: se ci sono criticità che non possono essere evitate, perché non provare a renderle comode?

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Ecco il punto di partenza grazie al quale i tombini possono essere trasformati in abitazioni per i senza tetto. Ovviamente, il tutto si gioca sul filo della provocazione, oltre che all’insegna della necessità di focalizzare l’attenzione su un problema – quello dei clochard che non hanno un tetto sotto il quale dormire – che non è mai di facile risoluzione, ammesso che possa essere risolto. Un team di scottante attualità sul quale è bene riflettere, dunque: Biancoshock ha anche un sito web sul quale specifica che l’ispirazione del progetto proviene dalla vita dei senzatetto di Bucarest.

Nella capitale romena, infatti, ci sono più di seicento persone che, nell’indifferenza del resto degli abitanti, vivono sottoterra. E così Borderlife si presenta come una vita al limite, al confine, proprio a porre l’accento sulle condizioni estreme che caratterizzano l’esistenza di questi soggetti, pressoché invisibili al resto della società. I dimenticati, gli ultimi e gli inosservati: insomma, per loro stare in un tombino potrebbe essere la normalità.

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Va detto che a Milano e nel resto della Lombardia, almeno per il momento, non si è costretti a fare i conti con una situazione estrema e terribile come quella che caratterizza Bucarest: ciò non toglie che arredare i tombini come se fossero dei piccoli appartamenti, con tanto di utensili, quadri e piastrelle, è un segnale che merita di essere preso seriamente in considerazione.

In effetti, per la capitale della Romania c’è chi ha parlato di una vera e propria repubblica delle fogne, a evidenziare una situazione quasi incredibile: sono molti i ragazzini cresciuti sottoterra, ed è una storia che non dura da poco ma da decenni. Più o meno da quando, esattamente 50 anni fa, nel 1966, il dittatore Nicolae Ceausescu, destinato a comandare in Romania per i decenni a seguire in quanto padre e padrone del Partito Comunista, decise di vietare l’aborto e, addirittura, di aumentare le tasse per tutti coloro che, al compimento del 25esimo anno di età, non avessero figli.

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Una sorta di ripopolazione forzata che si accompagnò al divieto di utilizzare qualsiasi tipo di strumento di contraccezione, con il decreto 770 che fu emanato allo scopo di far crescere il livello di natalità in Romania. Era convinto, il dittatore, che una Romania più popolosa avrebbe contato di più nel mondo. Chiaramente, da queste decisioni derivarono conseguenze a dir poco terribili, con una drammatica crisi di povertà che fece sì che centinaia e centinaia di bambini venissero abbandonati, subito dopo essere nati, dalle famiglie che non erano in grado di mantenerli.

E le scene terribili che si ripetevano giorno dopo giorno nei vari angoli del Paese erano quasi incredibili, con bambini che venivano radunati negli orfanotrofi in cui la povertà e la sporcizia dominavano. Da lì prese il piede il fenomeno delle vite sottoterra: perché là dove non si poteva essere visti da nessuno, non si rischiava di essere emarginati. Esistenze in fuga dal mondo, insomma. Come detto, la situazione di Milano è ben diversa da quella di Bucarest, ma Borderlife è un’iniziativa artistica che ha il merito di attirare l’attenzione su chi è meno fortunato di noi.

FONTE ARTICOLO >>> http://letalpe.net/tombini-diventano-appartamenti/4/



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